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IL REGNO DI SARDEGNA

Nato ufficialmente nel 1297 per volere di Papa Bonifacio VIII, il Regnum Sardinie et Corsicae fu un espediente della Chiesa per risolvere la Guerra del Vespro tra Aragonesi e Angioini.

Il regno divenne feudo della corona d’Aragona e lasciapassare per l’invasione spagnola dell’Isola, ai danni di chi già occupava quelle terre e ne amministrava il potere: il Giudicato di Arborea e i domini diretti dei Doria di Genova e dei Marchesi di Pisa.

La dominazione spagnola durò fino al 1720, quando la Sardegna entrò in possesso dei Duchi di Savoia, che formarono una federazione di Stati composta dal territorio continentale del Principato di Piemonte (il Ducato di Savoia, la Contea di Nizza e il Regno di Sardegna).

Il 14 luglio 1789, con la presa della Bastiglia, venne meno la monarchia dei Borbone e la Sardegna, data la sua posizione strategica, rientrò fin da subito nel mirino della nuova Repubblica francese, la quale inviò una flotta d’invasione per cercare di conquistarla.

Quando i francesi arrivarono sull’isola nel 1793 incontrarono però la strenua difesa dei sardi, che li costrinsero alla fuga, il tutto mentre Vittorio Amedeo III di Savoia non fece niente per intervenire in difesa del suo Regno isolano. Constata l’ingratitudine di Vittorio Amedeo III, nel 1794 scoppiò a Cagliari una rivolta popolare che mise in fuga tutti i funzionari governativi (ricordata tutt’oggi nella festività de Sa Die de sa Sardigna).

Ne seguì un breve periodo di indipendenza sarda, iniziativa che durò poco più di qualche mese. Nel 1799, con l’invasione napoleonica del Piemonte, il Re Carlo Emanuele IV e la sua corte dovettero rifugiarsi in Sardegna, di preciso al palazzo regio di Cagliari.

Il soggiorno sardo della famiglia reale durò almeno fino al 1814, quando con la sconfitta definitiva di Napoleone, Re Vittorio Emanuele I poté tornare a Torino. Solo in seguito, nel 1840, avvenne l’abolizione del Feudalesimo, che permaneva ormai dal 1324, ad opera di Carlo Alberto di Savoia, salito al trono nel 1831.

Sempre il Re Carlo Alberto concesse la “fusione perfetta” nel 1847 tra la Sardegna e i territori continentali, abbandonando la Federazione e dando vita a uno Stato unico: la Sardegna perse totalmente la sua autonomia, confluendo in un’unico Stato, i cui interessi si avvicinavano sempre di più all’idea di unire sotto un’unica bandiera la penisola italiana.

Nel 1848 Carlo Alberto promulgò lo Statuto Albertino, la prima vera costituzione del Regno di Sardegna.

L’atto finale del Regno di Sardegna iniziò nel maggio 1860, quando la “Spedizione dei Mille” guidata da Garibaldi sbarcò in Sicilia.

Con l’incontro di Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano il 26 ottobre del 1860 e il plebiscito indetto dal governo sabaudo si arrivò alla conclusione dei processi risorgimentali il 17 marzo del 1861. Nello stesso momento venne sancita la fine del Regno di Sardegna e la nascita del Regno d’Italia.

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