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IL DESERTO DELLA SARDEGNA

Giganti dorati che si specchiano sul mare turchese, mutano continuamente forma per l’incessante soffio del maestrale che le rende vive, in questo piccolo deserto sahariano punteggiato di macchia mediterranea che brilla nella costa occidentale della Sardegna. Le dune di Piscinas, la perla della Costa Verde, lasciano senza parole chi scopre per la prima volta questa oasi di sabbia fine, calda e dorata.

Una distesa giallo-ocra che che si estende dalla costa all’entroterra, animata dalla danza delle dune, alte fine a 60 metri, che sospinte dal vento dipingono un paesaggio sempre diverso.

La spiaggia di Piscinas, che il National Geographic ha inserito tra le ventuno spiagge più belle del mondo, regala uno scenario mozzafiato di acque cristalline, ricche di specie marine dalle mille sfumature di colore.

Nell’aria il profumo di una vegetazione che fiera resiste al calore della sabbia e cresce rigogliosa: ginepri secolari dai rami contorti, lentischi e olivastri che formano piccoli boschetti e, in primavera, violacciocca, giglio di mare e papavero della sabbia.

Un piccolo mondo in cui è facile incontrare conigli, gatti selvatici e volpi. La sabbia candida è spesso impreziosita dalla presenza della tartaruga marina Caretta Caretta, che si affaccia dal mare per deporre le uova sulla sabbia. Ma il re incontrastato di questa parte intatta di Sardegna è il cervo sardo che col suo incedere fiero si gode la ridente natura spingendosi fin sul mare.

Il percorso per raggiungere Piscinas, passando da Guspini o da Arbus, è anche un viaggio attraverso la memoria delle attività estrattive che per anni sono state il fiore all’occhiello dell’industria sarda, per poi lasciare spazio al silenzio di ruderi arrugginiti, fantasmi del passato. Lungo la strada per il deserto ci accompagna il rio Piscinas, con il suo tipico colore rossastro, che scorre attraverso la valle de Is Animas. Il borgo, oggi abbandonato, fa parte del parco geominerario della Sardegna e per oltre un secolo è stato centro direzionale delle miniere del vicino complesso di Montevecchio. La strada scende ripida tra montagne di materiali di scarto, carrelli arrugginiti e vagoni abbandonati della ferrovia usata per il trasporto dei minerali, fino all’attracco in spiaggia.

Piscinas è un’eco di Africa e di oceano che incarna alla perfezione l’anima selvaggia della Sardegna, conciliando magicamente il deserto con la macchia; un luogo abbastanza isolato da mantenersi integro nella sua bellezza, lontano dal turismo di massa, unico e indomito come le sue dune di sabbia.

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